lunedì 7 maggio 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Prima Volta"

Ispirato dall'idea di Calibano nel suo blog con una serie di racconti di Autori Vari sul tema della "prima volta" (non necessariamente legata al sesso) mi è venuta questa poesia, che non è autobiografica e si stacca dal progetto di cui sopra, ma che è sgorgata semplicemente senza chiedere il permesso, uscendo prepotentemente dalle mie dita.

LA PRIMA VOLTA

La prima volta che mi hanno sparato
C'erano carri armati e mezzi antisommossa nelle piazze
Militari in strada e noi a correre per la libertà

La prima volta che mi hanno sparato
Nel corso delle mie molteplici vite
Frutto di reincarnazioni diaboliche
Fu la Stasi nel giardino di casa
Come anni prima invece le SS
E dopo ancora "normali" forze dell'ordine...

La prima volta che mi hanno sparato
Erano proiettili di gomma ad altezza d'uomo
Poi proiettili veri alle gambe.

La prima volta che mi hanno torturato
C'erano manganelli ed olio di ricino
Poi censura virtuale ed oblio sociale.

La prima volta che ho pianto
Pianto per davvero
Ti trascinavano via da me
Colpevole di affiggere volantini di libertà.

La prima volta che hai pianto
Ero coperto di sangue
Dentro camionette scure
Pareti morbide come cuscini
Ma inferriate rigide e resistenti come il dolore dell'umana follia

L'ultima volta che ho scritto
l'ho fatto con la bocca
Tenendo tra i pochi denti rimasti
una piccola stilografica.

La prima volta che ho scoperto
L'inganno della "verità rivelata"
E quella caduca e patetica di media fasulli
Non lo ricordo nemmeno
Troppo piccolo
Ma ne ricordo il sapore amaro
Ed il colore olivastro e livido.

La prima volta che ho pregato
E' stata anche l'ultima.

L'ultima volta che ho visto la luce
E' stato quando ho smesso di respirare
Qui
Su questo ipocrita suolo terrestre

E l'ultima volta che ho sorriso
E' stato nel baciare la morte.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

16 commenti:

MikiMoz ha detto...

Eh, ma magari in certi casi per esseri fatto sparare o manganellare... devi aver fatto qualcosa di sbagliato XD

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ: ah ah, non nei casi a cui fa riferimento la mia poesia.

Lucrezia Ruggeri ha detto...

È dura questa poesia, mi fa venire in mente tutte le volte che una persona, solo per aver espresso il suo pensiero o per essere schierato "dalla parte sbagliata" è stata brutalmente massacrata, arrestata e uccisa.
Grazie per i tuoi versi!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LUCREZIA: hai centrato il senso più profondo dei miei versi, grazie!

Patricia Moll ha detto...

La prima volta in... Italia, Germania, Russia, Cile, Spagna, Corea, Marocco Iraq.......
e smetto altrimenti dovrei citare tutti gli stati del mondo.
Che dirti? Mi ripeterò ma sei bravissimo! Pesti forte quando pesti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA Grazie è vero non sono quasi mai morbido coi miei versi. È il mio modo per sperare di risvegliare le coscienze ed è il mio sentire e vivere la realtà in cui viviamo.

iacoponivincenzo ha detto...

Straordinaria! Sicuramente quella che mi è piaciuta di più, che ho sentito come mia, che ho letto più volte. Per tua gentile ammissione ci dici che "questa" ti è uscita dalle dita. Ecco, vedi? Io questo intendo per ispirazione: il non saper descrivere il momento creativo, le immagini che ti scivolano fuori di tra le dita, pensi tu penso io, invece no: tu ed io le stacchiamo dalle pareti dell'anima dove stavano forse da prima che nascessimo come patrimonio molecolare NOSTRO, congenite, ereditate dal cosmo da cui ognuno di noi proviene. C'è chi si porta un'immagine colorata, una forma strana, un suono diverso da tutti gli altri, una giocata di piede punta tacco in assoluta acrobazia; poi da grande ha la fortuna di riuscire a staccare
da sotto gli intonaci dell'anima queste eredità dell'infinito ed allora nascono i poeti, i pittori i musicisti e i Maradona, i veri artisti che segnano le stagioni dell'essere umano.

Cristiana Marzocchi ha detto...

L'ho intesa anche come una metafora , che può valere per chiunque , di quante volte si possa morire nella vita. Giustamente Vincenzo dice che non è da tutti avere un dono 'artistico' , in compenso si può godere alla vista di un quadro, o leggendo dei versi penetranti come i tuoi.
cri

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VINCENZO: Infatti è così, spesso scrivo in questo modo e ci sono delle volte che questo processo è più incalzante, più dirompente che altre. Molte mie poesie sono forti di denuncia, ti colpiscono ti "pestano" come dice Patricia, altre sono più lette dalla parte di chi le vive e le soffre, come questa, ma non per questo fanno meno male e ti colpiscono di meno. Sono due forme di pathos differenti. Sto tentando di risponderti il più lucidamente possibile perché il tuo commento mi sta facendo tremare le dita dalla commozione per quante meravigliose parole hai avuto per la mia poesia. E' stata una vera fortuna esserci trovati qui sul web.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CRISTIANA: io ti ringrazio per queste tue parole ed anche per quelle bellissime che hai lasciato da Santa. E' un onore essere apprezzato da te.

Anna Piediscalzi ha detto...

🙃😢😊👌

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANNA: Se interpreto bene gli emoticons ti è piaciuta :-)))

LaDama Bianca ha detto...

E' molto bella.
Complimenti, come sempre.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA; ti ringrazio

maris ha detto...

I versi che escono prepotentemente dalle dita di chi come te ha una grande sensibilità e un forte senso civile sono quelli che colpiscono diritto al cuore e anche allo stomaco, perchè terribilmente veri e profondi.
Mi sembrava di vedere scorrere davanti a me le immagini evocate dalle tue parole, mentre leggevo.
Bravo, Daniele.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIS: ti ringrazio, il tuo commento mi emoziona moltissimo.