venerdì 1 dicembre 2017

L'Angolo del Rockpoeta®: "Fraseggio Morente" (Giornata contro L'Aids)

Oggi è la giornata contro l'Aids. E' importante più che mai parlarne perché soprattutto tra i giovani d'oggi esiste una bassissima percezione del pericolo e quindi un rischio molto più elevato di contrarlo non usando i preservativi.

Vi lascio a questa poesia per ricordare che cmq un malato di aids non è un appestato e che va aiutata la ricerca per trovare vaccino e cura. Poesia scritta 11 anni fa  dove mi immedesimo in uno di loro e che vi ripropongo qui sul mio blog anche quest'anno per l'importanza del tema e perché cmq moltissimi di voi non credo la conoscano.

FRASEGGIO MORENTE

Salve a tutti
Hello Folks
Sono l’appestato di questo millennio.

Sono un paradosso esistenziale
Economicamente poverissimo
Ma necessitante 
Di cure…..“da ricchi”

Sono un “Aidsato”
Fresco neologismo 
Di disgustosa efficacia
Per indicare quelli come me.

Ma la sapete la novità?
Anche qui abbiamo malati di Serie “A”
Che meritano più compassione
E più attenzione
Ed altri che… .se lo sono meritato!

Bambini,
Frutti del peccato per la Nobile Chiesa
Innocenti nati dentro una pancia morta
Venuti alla luce con difficoltà estrema
A causa di una scarsa visibilità
dovuta ai fumi dell’alcol 
ed all’offuscamento dell’eroina.

Ma sono lo stesso colpevoli.

E poi ci siamo noi

1985, i miei primi 15 anni
ancora si sa poco o nulla 
di questo flagello.

Una cosa però io la so. Amo i ragazzi.

Stessa età,
stesso desiderio e curiosità 
di voi eterosessuali.

Di te, 
giovane ragazza inquieta
E di te
Allupato quindicenne
che scopri i primi brividi
dell’innamoramento.

Ma di altro non si sapeva 
Io non lo sapevo.

Tutto splendido.

Per anni la mia vita continua
Normale
Storie ordinarie
Come tutti.

Ma dieci anni dopo 
La svolta

Sento le mie forze 
Cedere sempre più frequentemente
Mi controllo.

E la Realtà non mi lascia più scampo.
Le analisi parlano chiaro.

È conclamato
Più niente da fare
Solo cercare di limitare 
I danni 
E le sofferenze

Ma i soldi mancano.

E manca
Soprattutto
L’appoggio ed il sostegno umano
Della gente.

Di tutti
Anche dei miei…. “simili”

Pochi accanto a me
Non la mia famiglia
Solo un paio di amici veri.

2005: 35 anni
e dimostrarne 80.

Avere 35 anni
Senza più la forza
Di urlare la mia rabbia
Il mio dolore
La mia paura di morire.

E
Anche se mi sto sdraiando
Qui
Per terra
Non sono per niente stanco
Non sono per niente stanco
Per… niente… stanco…

Ho solo freddo 
Tanto freddo
F r e d d o...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

22 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Il rischio esiste, bisogna fare più informazione tra i giovani e non.
Serena giornata.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: concordo con te.

mr.Hyde ha detto...

Hai trovato già allora le parole giuste... Una poesia così ha un forte impatto, colpisce e fa pensare. Il problema è sempre presente, anche se se ne parla di meno...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MR, HYDE: ti ringrazio, sono onorato dalle tue parole. Bentornato!

Patricia Moll ha detto...

Si è smesso di parlarne e le percentuali sono di nuovo cambiate. In peggio.
Aids una peste bastarda che NON è solo malattia da omosessuali cme si credeva una volta e alcuni credono ancora.
Chiunque può beccarselo. Basta poca attenzione, molto noncuranza, tanto menefreghismo, troppo figurati se capita a me.

Poesia urticante la tua, che fa riflettere. Speriamo che a riflettere siano in molti.
Mi hai fatot pensare a Philadeplhia, quel film con Tom Hanks.
Due forme di denuncia diverse ma forti.

Condivido sul mio blog

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: vero, si è smesso di parlarne ed ora la minaccia è più viva che mai. Colpisce tutti, anche eterosessuali e tossicodipendenti. Ti ringrazio per le tue parole e sono onorato della condivisione sul tuo blog.

MikiMoz ha detto...

Ami i ragazzi e le scimmie! Sempre che sia vero quel che si dice XD
In ogni caso, ormai con l'AIDS ci si quasi convive degnamente, ma è vero che è ancora vista come una pestilenza.
Il fatto è che è qualcosa che si prende per ignoranza, spesso...

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ: L'Aids porta alla morte, e va trovata una cura e va trovato un vaccino, questo sì davvero utile. Hai ragione, spesso chi lo contrae lo prende per ignoranza o superficialità.

Francesca A. Vanni ha detto...

Versi molto forti, anche se per fortuna oggi i ragazzi e le ragazze LGBTQI al sesso e all'Aids fanno un'enorme attenzione, a differenza purtroppo dei giovani etero che si credono invincibili.
Il problema comunque sta, secondo me, nel fatto che c'è una disinformazione pazzesca: a scuola non insegnano nulla, poche le famiglie che affrontano l'argomento, Stato assente...
E chi la ferma questa piaga? E nei paesi "svantaggiati", anche lì cosa si fa?
Un abbraccio! (e viva Rudolph la star!)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FRANCESCA non posso che condividere totalmente il tuo commento. W Rudolph lol. Contraccambio l'abbraccio

Sergente Elias ha detto...

Il silenzio e la disinformazione rendono ancor più grave il problema. Giusto parlarne allora e mai abbassare la guardia.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SERGENTE ELIAS concordo con te

Alligatore ha detto...

Grande Daniele, con i tuoi versi, vermante sentiti, hai sinteitizzato la malattia, la sua storia, le nostre storie. Non va sottovalutato il valore dell'informazione, per tutte le malattie importante, per questa ancora di più.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ALLIGATORE grazie di cuore per queste tue parole

iacoponivincenzo ha detto...

Mentre ti leggevo mi veniva da piangere, ed a lungo ho pensato se risponderti con un commento o con una mail. Un po' perchè tu più l'argomento è torbido più riesci a sollevartici sopra in volo; come un aquila reale sorvoli le bassezze umane, le comprendi, le assolvi e le compiangi, e questo è un fatto, ma soprattutto questa tua idealizzazione del povero omo che ha contratto la malattia e che viene lasciato crepare come un cane rognoso mi ha portato indietro agli anni '80, quando uno dei miei migliori amici, omosessuale ma non per questo meno amico degli altri, se ne è andato col morbo misterioso e infamante, lasciato solo da tutti meno che da me e da un altro amicissimo fraterno mio e suo. Ma io stavo in Germania, lui a Milano. Non potevo seguirlo come avrei tanto voluto. Tutto quello che hai detto è verità. Io non so se Maurizio, questo il nome del mio amico morto, e Alfredo anche lui gay avessero mai avuto contatti tra loro, ma mi sento di escluderlo, troppo amici eravamo da tenera età, dalla prima media, e con me nessuno dei due aveva mai tentato nulla. La purezza del sentirci legati da un sentimento comune. Mai parlato di sesso noi tre.
"Maurizio sta morendo. AIDS. Alfredo"
Questo il testo del telegramma che mi fu recapitato in un giorno di lutto.
Dovetti prendere una settimana di ferie. Permessi solo per famigliari in teatro dove lavoravo. Ma io andai dall'Intendente generale e gli spiattellai tutto. In teatro è pieno di gay, certi sentimenti li si capisce meglio che altrove. Che lui abbia pensato che io padre di quattro figli avessi "il vizietto" non poieva e non può fregarmene meno, ma mi ha dato la settimana immediatamente. Sette giorni volano via e tu lasci il tuo amico in una casa buia, perché la luce gli spacca gli occhi e in una puzza incredibile al limite della nausea e te ne ritorni a casa, dove una moglie troppo intelligente non ti fa domande, e resti in attesa che ogni sera Alfredo ti dia un colpo di telefono per dirti che Maurizio ancora è in vita, e che lo hanno finalmente ricoverato in un reparto specializzato del Niguarda; e poi l'ultima quando ti chiede se andrai giù per il funerale.
No. Non puoi. Non puoi piantare il Prospekt a metà, nemmeno per un'ora, perché tra due settimane va in scena per la prova generale e lo scenografo già suda freddo, e tu stai facendo tre ore di straordinari ogni sera e tua moglie ogni volta che torni a casa a quell'ora ti guarda brutto.
E così in estate passo da Milano a guardare la lapide al Cimitero. Maurizio F. nato il - morto il. Ma guarda tu che schifo che è la vita.

franco battaglia ha detto...

Una sensibilità fuori dal comune Daniele, come fuori dal comune sono ancora considerate determinate malattie, a meno che non si abbiano soldi a iosa.. ma ancora deve crescere questo mondo, e ancora siamo indietro. Su tutto...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VINCENZO le lacrime che hai respirato tu le hai fatte scendere copiose anche a me. La tua testimonianza così personale e profonda meriterebbe molto più di un commento meriterebbe un abbraccio alla tua sensibilità ed un silenzioso sdegno per chi discrimina ancora oggi queste persone
Io ti ringrazio profondamente per aver postato sul blog questo tuo ricordo che ancora una volta se mai ce n'era bisogno dimostra quanto tu sia una Persona vera e leale. Grazie sono onorato della tua amicizia

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FRANCO Hai ragione è ancora,la nostra, una società che abbandona e discrimina i più deboli. Ti ringrazio per le tue bellissime pparole nei miei confronti mi toccano il cuore

Sugar Free ha detto...

Per fortuna vivo in una famiglia dove si parla di tutto, anche di sesso e prevenzione. Però poi penso a quei ragazzi che magari non hanno genitori come i miei, o a quei bambini africani, asiatici e di altri paesi che per colpa di stupide guerre si ammalno di questa malattia mortale e allora sto male perché nessuno di quelli "che contano" fa niente.
Però poi ci si preoccupa del calcio, della moda, di vip...
Che schifo!
Baci, baci e tanta neve!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SUGAR FREE purtroppo in molti Paesi la ssituazione è ancora gravissima e tu sei davvero fortunata a vivere in una famiglia aperta cosa che ancora oggi non sempre accade.

Anna Piediscalzi ha detto...

L'abomino sull'Africa ha prodotto questa e molte altre malattie. Solo che l'uomo focalizza sul risolvere la malattia e mai e poi mai sui problemi che l'hanno fatta insorgere. Prevenire è meglio che curare dovrebbe essere tradotto in: rieducare ai concetti base di moralità è meglio che curarne i risultati.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANNA: concordo con te, penso al clima. Si cercano già soluzioni per il suo cambiamento quando si dovrebbe operare alla radice del problema, ossia rallentare se non fermare questo cambiamento. Così per l'Aids, ma adesso è chiaro che si deve concentrare ogni sforzo per fare prevenzione e trovare soluzioni per la malattia.